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Il Monastero, un porto di Terra
Vogliamo ridare vita, nella sua autenticità e verità, alle pietre del monastero, partendo dal significato originario, per attualizzarlo ai nostri giorni, come domanda di vita e di fede di tutti gli uomini e donne di buona volontà.
Questi semplici ed essenziali gesti vorremmo riportare alla vita:
la preghiera, il pensiero,il lavoro, in questo piccolo spazio dove l'uomo e Dio possono riposare assieme.
Ci piace pensare ancora oggi al Monastero come ad un luogo di sosta per chiunque vi giunge. Una sosta per ritrovare la capacità di conoscersi e riscoprire quelle chiavi che nella vita portano ad essere un po' più fedeli a se stessi.
Una sosta per trovare o ritrovare un contatto personale con Dio, nel silenzio, nell'ascolto, nella condivisione e nel lavoro. Una sosta per riprendere e proseguire il personalissimo cammino della propria crescita.


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Nel punto in cui le pendici del Monte Arcano incontrano la Pianura Pontina del Campo Demetriano, una sorgente genera il fiume Licola. Questo è il luogo dove sorge il monastero e nel quale un piccolo santuario o una piccola struttura di modeste dimensioni, legata ad un culto pagano connessa all’acqua, occupava il sito in epoca romana.
In questo luogo nel 252 d.c. avvenne il martirio dei Santi Magno e Paterno.
Nel V sec. Il monaco Sant’Onorato (protettore della città di Fondi) vi costruì una prima comunità monastica che successivamente aderì alla regola Benedettina di Montecassino. Di Onorato e Libertino, parla San Gregorio Magno nel libro 1 dei dialoghi. Infatti nell’anno 1071-1072 il console di Fondi Gerardo e sua moglie Lavinia, donarono il monastero di San Magno con tutti i suoi beni e possedimenti all’Abbazia di Monte Cassino, perdendo la propria autonomia.


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